Dalla Seconda Università di Napoli a Cadiz: Rossella ci racconta…

Dalla Seconda Università di Napoli a Cadiz: Rossella ci racconta…

cadiz

Questa è la nostra amica Rossella, che parte all’età di 21 anni per Cadiz.

Rossella studia Economia aziendale presso la SUN e sarà ospitata dalla Facultad de ciencias económicas y empresariales di Cadiz dal 05/03/2015 al 10/07/2015.

Presso l’ateneo estero sosterrà i seguenti esami:

-Creación de empresas – business plan o analisi strategiche (con difficoltà 8\10)

-Dirección de empresas -organizzazione aziendale (con difficoltà 6\10)

Oltre agli aspetti didattici, Rossella si è offerta di dare dei punteggi ad altri fattori che hanno contribuito a rendere la sua esperienza unica:

-Sicurezza della città\campus  10\10

-Servizio sanità     10\10

-Vivibilità sul territorio   8\10

-Cura\pulizia della città  10\10

-Efficienza trasporti pubblici  9\10

-Rapporto prezzo\qualità della vita  10\10

-Ospitalità dei residenti   10\10

-Contatti offerti dall’università (circa gli alloggi)    6\10

-Risorse della libreria universitaria 8/10

-Accoglienza e disponibilità dei professori 6\10

-Affidabilità del tutor straniero 4\10

-Supporto per la lingua straniera 6\10

Complessivamente, Rossella si ritiene molto soddisfatta della grande esperienza vissuta, come lei stessa racconta:

‘’Mi ritrovo qui nella mia “habitación” a scrivere e riempire questa pagina di Word, con un po’ di musica nelle orecchie che accompagna questo piacevole momento. Ho deciso di condividere qualcosa che riguarda la mia esperienza qui a Cádiz, Spagna, Le mani si muovono sole come se dinanzi a me avessi un pianoforte e fossi io il pianista ma non è proprio così. Ora sono qui o meglio il mio corpo è qui. Questa è una certezza.

Le emozioni invece no, a volte le sento confuse oppure le sento impaurite ma le sento. Ti ritrovi improvvisamente in un luogo quasi diverso dal tuo “solito luogo”, dove si parla una lingua quasi diversa dalla tua “solita lingua” e dove tante situazioni, da un piatto di pasta ad un rapido saluto variano, allora ti chiedi se sono le stesse cose. Sono semplicemente punti di vista differenti di una “stessa cosa” che a tal punto stessa non lo è più.

Volevo scrivere qualcosa subito, appena messo piede qui, ma non ero pronta o meglio ero indecisa perché ero e sono consapevole tutt’ora che le mie sensazioni sarebbero cambiate per poi stabilizzarsi nel tempo. Il primo mese, non è stato facile, era impossibile star ferma, sempre piena di cose da fare. La vita ”Erasmus” non è tutta feste e festini come viene immaginata da chi non l’ha mai fatta. È sacrificio, tanta forza di volontà, forte spirito ma soprattutto cambiamento. Un cambiamento che per me sarà sempre costruttivo perché nella staticità non c’è conoscenza. Chi sta conoscendo inevitabilmente viene trascinato da un qualcosa e cambia un po’.Non c’è sempre il sole come tutti pensano. Le temperature sono come quelle della mia città ma l’aria che respiro no.

Quella per niente, sarà che ho il mare di fronte, il mormorio delle sue onde che si infrangono sugli scogli ma soprattutto il profumo di salsedine che ti accompagna tutta la giornata, tutte le giornate, tutte le settimane, insomma sempre. L’università anche è diversa, tanta pratica, poca teoria, in Italia il contrario, tanta teoria, poca pratica e infine ci sono tanti studenti come me, che per vari motivi sono qui, provengono da tutto il mondo: inglesi, irlandesi, francesi, tedeschi, messicani, cinesi, russi, finlandesi, olandesi, ho cercato di riassumere la lista in un solo rigo nominando i più diffusi, è uno splendore qui, tutte queste civiltà diverse che si mescolano e si confrontano e tu quasi non te ne accorgi, la diversità proprio non la noti. Ogni giorno è una scoperta, perpetua caratteristica dell’Erasmus.

“L’Erasmus equivale a un rito di passaggio dei giorni nostri”, afferma Christophe Allanic, psicologo clinico e specialista di espatri. “Lasciare la città d’origine, i genitori e ritrovarsi in una situazione sconosciuta con altri pari è una prova.”

Così guardavo il tramonto notando che era diverso dal tramonto di ieri e ieri ho notato la stessa cosa. Qui, proprio qui, ogni tramonto è differente dal tramonto del giorno prima. Così pensavo. Cambiano i paesaggi, figuriamoci le persone. Così sono cambiata anche io. A volte credo che possiamo riassumere la nostra esistenza, o meglio il ciclo della nostra esistenza, un po’ come quello di una farfalla.

Inizialmente è come se fossimo uova, successivamente bruchi, crisalidi e infine farfalle. Il suo volo, la sua bellezza è l’accortezza che abbiamo avuto per noi stessi in tutto il tragitto precedente. Insomma la nostra formazione che in parte non possiamo decidere perché dipende dai contesti in cui siamo vissuti ma, in seguito, in quelli in cui scegliamo di vivere e proprio in questo punto che credo nasca la differenza tra i diversi esseri umani… Sono qui a scrivere uno dei miei innumerevoli pensieri, sarà troppo tardi quando decido di condividerlo con qualcuno, provo sempre quella sensazione che non possa piacere, non sia abbastanza, magari immaturo. Forse penso troppo e sono bloccata. Bloccata, che stupido esserlo dopo non diventerò farfalla.’’

Questa è la nostra Rossella, che ha raccontato parte della sua esperienza.

Grazie Rossella, le tue parole arrivano dritte al cuore.